• Colori

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    Cromoterapia

    Vorrei iniziare parlando della nascita dei colori.
    Ho fatto di recente una formazione in Cromoterapia e ho avuto l’opportunità di approfondire varie tematiche, alcune delle quali mi hanno colpito profondamente.

    Gli scritti di Goethe ad esempio, la sua visione dei colori come materia che fa tutt’uno con la Vita e con le sue molteplici forme mi hanno veramente aperto la mente.

    Come spiega molto bene Goethe stesso, i colori nascono al confine tra buio e luce. Nel buio completo il colore non c’è, perché è figlio della luce, ma il colore non esiste neanche nella trasparenza pura, ha bisogno anche dell’ombra per manifestarsi.

    Quello che Goethe chiama “Torbidezza” o “Torbidosfera” è proprio la diminuzione della trasparenza, la prima scaglia del corporeo, ed è lì, in questa “mater-materia”, dove la luce incontra la tenebra che può nascere il colore.

    Il colore non è solo un fenomeno ottico quindi, è un’esperienza: si muove, nasce, muore, cambia in continuazione in relazione al contesto in cui si trova.

    Il colore è l’essenza della Vita.

    Il Colore BLU


    Il colore Blu è un colore freddo molto potente e profondo. Ci parla di spazi lontani, di cielo, di mare e d’infinito.
    Per Goethe il blu, insieme al giallo, è uno dei due colori “puri” che l’occhio umano riesce a percepire. Due poli in opposizione, non in contradizione. Il grande poeta tedesco descrive il blu come espressione dell’oscurità e della lontananza. In opposizione al giallo, essenza della luce e della vicinanza.

    Nella sua Teoria del Colore scrive: “come vediamo azzurri il cielo alto e i monti lontani, così anche una superficie azzurra sembra arretrare dinanzi a noi”[1]

    Il blu quindi va “oltre”, è il territorio dell’inesplorato che si apre davanti a noi e dentro di noi. Ci conduce lontano fino alle profondità della nostra anima.

    Come scrive Kandinsky: “La vocazione del Blu alla profondità è così forte, che proprio nelle gradazioni più profonde diviene più intensa e intima.

    Più il blu è profondo e più richiama l’idea di infinito, suscitando la nostalgia della purezza e del soprannaturale.” Prosegue poi: “Se è molto scuro dà un’idea di quiete. Se precipita nel nero acquista una nota di tristezza struggente, affonda in una drammaticità che non ha e non avrà mai fine.”[2]

    Il Blu quindi è un colore intriso di spiritualità. Non a caso promuove la meditazione profonda e la concentrazione. Sul piano fisico ha un effetto calmante, favorisce il rilassamento, diminuisce la pressione arteriosa e il ritmo respiratorio.

    Si associa naturalmente all’elemento acqua, legato alla femminilità e alla fluidità. Ci aiuta a comunicare e ascoltare in modo più efficace e allo stesso tempo a riflettere in silenzio. Non dimentichiamo che il silenzio ha una grande potenza comunicativa.

    Infine il blu, con uno dei consueti paradossi del linguaggio dei colori, è anche protezione e accoglienza, ci avvolge come il manto della Madonna. Nel blu possiamo riposarci e lasciarci andare, calmarci ed addormentarci, proprio come nelle braccia della mamma…

    [1] J.W.Goethe “la teoria dei Colori” Il Saggiatore edit. 2014 pag. 193
    [2] CFR W.Kandinsky “Lo spirituale nell’Arte” Edit. Se 2005 pag. 63

    Il colore ROSSO


    Il Colore Rosso accompagna l’Uomo finda tempi immemorabili. L’Ocra Rossa, ricavato dall’ematite, la “pietra di sangue”, è stato senza dubbio il primo pigmento della Storia.
    Come spiega Pastoureau, il colore rosso è tinteggiato da sempre di una forte ambivalenza, colore del sangue, è sia fonte di Vita che di Morte, a seconda che circoli nel corpo degli esseri animati o che ne fuoriesca[1].

    Per me il Rosso è passione e desiderio che si accendono come una scintilla. Colore del Fuoco quindi: che riscalda l’anima e il corpo, feconda e rigenera la Terra.

    Il rosso evoca l’azione, il fare; ha un impatto immediato, fisico e carnale. Ma attenzione, questo suo lato impulsivo però, se privo di ogni freno, può velocemente trasformarsi in violenza e distruzione. A tale proposito mi pare illuminante la citazione di Ernst Aeppli, scritta nel suo libro “i Sogni e la loro Interpretazione”: “là dove il rosso diffonde la sua luce, l’anima è pronta all’azione, alla conquista, alla sofferenza, alla dedizione totale”.

    A mio avviso con il rosso è tutta una questione di equilibrio. Racchiude la forza e la vitalità di un potente animale selvatico, dobbiamo imparare a domarlo per non farci divorare ma allo stesso tempo lasciarle abbastanza spazio per esprimere la sua natura non addomesticabile e non farle perdere la sua superbia.

    [1] CFR M.Pastoureau “Rouge, histoire d’une couleur” edit. Du Seuil 2016 pag 29


    Il colore BIANCO


    Quando parliamo di bianco abbiamo tutti subito delle immagini molto chiare e forti davanti agli occhi: un paesaggio innevato, il chiarore della luna piena, la colomba che porta pace, Cristo risorto avvolto da una luce bianchissima….

    Il bianco è un colore potente, o meglio, come dice bene Ombretta Fusco nel suo libro sul colore: “è il “non colore” che racchiude tutti i colori dello spettro cromatico nella luce”.[1]

    Il bianco è Luce, ha sempre avuto un legame forte con l’uomo. Insieme al nero e al rosso fa parte dei colori chi ci accompagnano dalla notte dei tempi. Tracce di gesso sono state ritrovate sui muri delle caverne del Paleolitico.

    Michel Pastoureau nel suo saggio sul colore Bianco ci ricorda che la luna è stata senza dubbio la divinità più antica venerata dagli uomini, prima ancora del sole, del vento o dell'oceano. L’astro notturno e la sua luce bianca sono presenti in numerose leggende e racconti mitologici che ci parlano di legami col tempo, di Mondo della Notte, Acque primordiali, fecondità e fertilità.[2]

    Colore del Divino e della sua apparizione, in molte parti dell’Asia e dell’Africa è il colore della nascita e della Morte (la Morte essendo intesa come seconda nascita) nel Cristianesimo è il colore (insieme al Blu) della Madonna e del suo Giglio, è il colore liturgico delle feste di Cristo e degli Angeli, dell’agnello, simbolo di purezza e innocenza.
    Il bianco ci accompagna fin da tempi immemorabili e perciò ha una ampissima polisemia.

    Il bianco è purezza, chiarezza e silenzio, è l’inizio del ciclo.

    [1] CFROmbretta Fusco “Il grande libro del colore” Gribaudo 2023 pag. 154

    [2] MichelPastoureau “Blanc, histoire d’une couleur” Points 2024 pag. 27


    Il Colore VIOLA


    Il Viola è un colore complesso, arduo, con il quale, devo essere sincera, non sono del tutto a mio agio. Forse troppo “audace” e inclassificabile e per lo spirito razionale qual è il mio.

    Il viola nasce da un’unione molto particolare, quella di due colori primari molto distinti: il rosso e il blu.

    Il Viola è caldo e freddo, maschio e femmina, passione e saggezza, il Viola è
    Fusione di opposti.

    È un colore sfuggente. Amo particolarmente la frase di Kandinsky: “quando il rosso si ritrae nel blu, nasce il Viola, colore che tende ad allontanarsi da chi lo guarda”[1]

    Per l’artista russo, il viola (come l’arancione), è un colore instabile e che
    tende a far perdere l’equilibrio.

    Il Viola infatti è inafferrabile, in movimento costante, come un funambulo su un filo sottile e fragile teso tra due poli opposti che sembrano inconciliabili ma che lui riesce a tenere insieme.
    Forse è proprio questa sua ambivalenza che lo ha reso il colore di certi
    aspetti della Spiritualità o dell’Inconscio, universo profondo e misterioso, di
    difficile accesso.
    Tuttavia il Viola, usato a dosi moderate, ha anche un effetto calmante e sedante sulla mente, molto utile durante la meditazione è
    anche in grado di ridurre notevolmente l’ansia.

    [1] CFR W.Kandinsky “lo spirituale nell’arte” SE, Milano, 2005 pag. 71


    Il Colore GRIGIO


    Il colore Grigio è un colore molto interessante e complesso. Solido e stabile, crea un senso di calma e compostezza, ci dà sollievo da un mondo sempre più caotico. È il colore della maturità e della responsabilità. Personalmente lo associo ai capelli grigi luminosi degli anziani, simbolo di saggezza.

    È un colore che può aiutarci a fare compromessi quando questi sono necessari. Né bianco né nero, in costante ricerca di misura, moderazione e temperanza.

    Per questo ha un effetto stabilizzante sugli altri colori con cui viene a contatto, attenuando i colori più forti e illuminando quelli più tenui. Raramente il grigio è un mix perfetto di bianco e nero: spesso contiene elementi di altri colori come il blu, il verde, il rosa, la malva o il giallo che lo energizzano.

    È capace di trasformarsi ed adattarsi senza però perdere la sua essenza significante. Più il grigio si avvicina al nero, più si avvolge di un velo di mistero, diventa solenne, rigoroso e portatore di autodisciplina. Quando invece si avvicina all'argento o al bianco, calma e rasserena, assumendo luminosità e vivacità.

    Il colore NERO


    “Au commencement était le noir” inizia così il primo capitolo del libro di Pastoureau sul colore Nero[1].

    Il Nero è l’inizio. Nero come Matrice, Terra, Madre. Legato da sempre alle origini, alla fertilità e alla protezione.

    Nere erano le caverne dove i primi uomini hanno trovato rifugio, nero era il limo che ogni anno fecondava le rive del Nilo dell’Antico Egitto per portare il prezioso concime ai campi e assicurare l’abbondanza delle raccolte e quindi, la Vita.

    Il nero ha un legame indissociabile con la Terra. La Terra profonda dove nasce la Vita. Dove il seme è custodito e può germogliare in sicurezza. Il nero ci prepara lentamente alla Nascita, al venire alla Luce.
    Il nero è notte, è riposo, calma e raccoglimento.

    [1] CFR M.Pastoureau “Noir, Histoire d’une couleur” p.23 éditions du Seuil